1 febbraio 2021
Aggiornamento di tutte le attività di progettazione (da 1 a 7) e nuovi video incontri disponibili.

La vida en Sanagus

Ha solo 50 anni la storia di San Agustinillo e Mazunte, due minuscoli villaggi che si fondono sulla costa pacifica meridionale del Messico, nello stato del Oaxaca. Ed è una storia che vale la pena essere ricordata e tramandata, perché non si disperda tra le onde dell’oceano…

L’area è rimasta disabitata fino a metà del 20° secolo, perché isolata e accessibile solo via mare. Negli anni ’60 alcuni contadini si sono insediati con le loro famiglie nelle spiagge allo stato brado, mossi dalla possibilità di una nuova attività economica meno faticosa che lavorare nei campi: la pesca – soprattutto la caccia alle tartarughe, le quali avevano trovato in questo particolare punto di costa il luogo privilegiato per la deposizione delle uova, considerate afrodisiache.

PROPRIO DA QUI DERIVA L’ETIMOLOGIA DI MAZUNTE: “MAXONTETIA” È UN VOCABOLO NÁHUATL (LINGUA ORIGINARIA DELLA POPOLAZIONE AZTECA) CHE EVOCA UN’ESORTAZIONE ALLA TARTARUGA… “TI CHIEDO PER FAVORE DI DEPORRE”!

Essendo quest’attività stata dichiarata illegale negli anni ’90, i residenti si sono dovuti reinventare, aprendo piccoli ristoranti sulla spiaggia a gestione familiare per quei turisti che iniziavano ad arrivare, soprattutto hippies provenienti da Stati Uniti e Canada che scoprendo questo angolo di paradiso spesso decidevano di farvi loro fissa dimora. Il fascino senza tempo delle spiagge vergini tropicali e la vita estremamente semplice dei pescatori ha iniziato ad attirare sempre più persone che cercavano un cambio di vita radicale attraverso un ritorno all’essenzialità, che San Agustinillo e Mazunte semplicemente avevano nella loro natura di angolo di paradiso sperduto.

L’atmosfera si è sempre più colorata di yogi, ambientalisti, sciamani, mistici e un’enorme varietà di personaggi, strambi e a volte misteriosi, come usciti da racconti fantastici… Sembrano essersi ritrovati tutti lì, in una comunità da vivere e sentire come casa.

Le costruzioni sono quasi tutte cabañas sparpagliate sulla spiaggia e man mano sul colle che fronteggia il mare, si tratta infatti ancora per lo più di un villaggio rurale, con le mattine che si riempiono con il suono del canto dei galli e la natura che incontaminata regna sul villaggio e ne decide le sorti, così come è successo nel ’97 quando due uragani, Paulina e Rick, hanno spazzato via le case e i loro tetti di palma in poche ore. Nonostante il disastro, nella ricostruzione è rimasta la volontà di prediligere un’architettura basata sull’uso di materiali naturali, vige un codice di costruzione che stabilisce che tutte le costruzioni devono fondersi con strutture già esistenti. La comunità ha regole severe su come, dove e cosa costruire nella comunità, è proprio questa una delle principali questioni che rende spesso difficili le relazioni tra locali e stranieri abbienti che comprano terreni…

L’intento è quello di raccogliere testimonianze, racconti, ricordi, desideri ma anche questioni critiche degli abitanti del pueblo, per costruire insieme uno strumento di narrazione del territorio in modo da preservare e arricchire il patrimonio intangibile di questi luoghi e ribadirne l’identità.

Riscoprire gli usi e costumi della tradizione dei primi contadini che sono arrivati, da quando ancora si parlava in zapoteco, e si aveva accesso alle spiagge vergini solo via mare; fino alla contaminazione culturale e nomade che ha rappresentato il leitmotiv dello sviluppo del villaggio, in una mescolanza di francese, inglese, italiano. L’arrivo di ecologisti e turisti che hanno deciso di restare, diventando imprenditori; la caccia alle tartarughe marine rimpiazzata dall’ospitalità al visitatore…

L’energia magnetica emanata dalla costa chica risiede proprio nel carattere misterioso e vivace, in constante trasformazione, della sua anima. Una danza di colori e sapori, contraddizioni, piedi scalzi, silenzi frantumati dalle onde maestose del pacifico. C’è chi va e c’è chi resta, tutti in cerca di qualcosa… Eppure ognuno che ci è stato, anche chi continua il proprio viaggio verso nuovi orizzonti, è intrinsecamente e irrimediabilmente cambiato dalla magia di questo pueblo.

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