1 febbraio 2021
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In giro con la Lodòiga alla scoperta di Brescia

Sulla strada che unisce Milano a Venezia e all’incontro delle valli con la pianura Padana, in un’area di miniere di ferro e industria metallurgica, si estende Brescia, città dai molti volti. Conosciuta ai più come un efficiente territorio moderno e laborioso, Brescia è anche una città d’arte e storia con le sue piazze antiche, le cattedrali, i musei e aneddoti importanti da scoprire.

Foto: Piero De Luca

Dall’aspetto mosso del terreno su cui sorge la città, nasce il suo nome latino Brixia che ha origine da “brg, brig, brik“, termine celtico o ligure, o forse più antico, che significava “colle”. Il primo insediamento testimoniato, risalente alla tarda età del bronzo (1200 a.C.), era infatti ubicato sul colle Cidneo, così chiamato dal mitico Cidno, re dei Liguri, che lo fortificò.

La sua storia come centro urbano organizzato inizia con l’occupazione e poi l’alleanza romana: nell89 a.C. Brixia ottiene il “diritto latino” e nel 49 a.C. la piena cittadinanza romana; ma solo nel 27 a.C. si completa la pacifica romanizzazione della città, quando Ottaviano la eleva al rango di Colonia Civica Augusta, unica nell’Italia settentrionale.

Ricostruzione del Foro di Brixia (Fonte: romanoimpero.com)

E’ la Leonessa d’Italia, appellativo che deriva da una creazione poetica di Giosuè Carducci, che volle per sempre definire il coraggio leonino con cui la città si batté durante l’insurrezione delle Dieci Giornate. Tuttavia Carducci, a cui va forse il merito di avere reso popolare le gloriosa definizione, non fu il primo ad impiegarla, poiché egli riprese un verso di un grande poeta risorgimentale che certamente conosceva ed ammirava: Aleardo Aleardi, che in un canto la chiamò per la prima volta “Leonessa d’Italia”. Certamente Carducci conosceva bene lo stemma di Brescia, ed è proprio per questo chiamò la città “leonessa”. Rimane il fatto che nello stemma compare un leone con la sua bella criniera, non una leonessa che invece ne è priva, come alcuni credono.

Identificata per molto tempo, e ingiustamente, come una delle tante mete lombarde ordinate, ricche, ma senza nulla di particolarmente interessante da visitare, oggi Brescia è un luogo molto affascinante, un itinerario che non sfugge agli amanti delle città d’arte italiane, un connubio di arte, storia, archeologia, architettura, spettacolo ed anche enogastronomia che riesce a soddisfare ogni palato. Ma è anche un luogo dai molti misteri e di incredibili curiosità.

Avete mai sentito raccontare di una statua “parlante”? Se provate a fare questa domanda a un bresciano vi risponderà sicuramente con la Lodòiga, statua posizionata sotto il portico del Palazzo della Loggia. Qualche secolo fa, accanto a essa, era posta la pietra del bando sulla quale i banditori o gli oratori salivano per parlare alla folla. E pare proprio che il popolo scelse come espressione della propria voce la Lodòiga, che divenne così una statua parlante; infatti, attraverso biglietti e fogli incollati anonimamente sulla colonna vicina, i cittadini commentavano i comportamenti dei loro amministratori. Le sue membra robuste e il piglio fiero le hanno fatto meritare il nome di “Lodòiga”, al pari della poetessa bresciana Lodovica Fè d’Ostiani, nota per la sua schiettezza nei salotti aristocratici della città.

Immagine: Piero De Luca

Ed è in questo spazio condiviso con voi lettori che la Lodòiga (In giro con la Lodòiga. Alla scoperta di Brescia), come una contemporanea placeteller o un’aspirante influencer, vuole invece narrarvi del Palazzo che la ospita, la Loggia, e dei luoghi simbolo della città di Brescia (Comune di Brescia), che la nostra statua riesce ad ammirare, fiera, dalla sua posizione: la piazza che prende il nome dalla sede del Comune e che è nota a tutti per la tragica strage del 1974, il Duomo Vecchio e il Duomo Nuovo, il palazzo del BrolettoPiazza Vittoria, il Capitolium e il Parco Archeologico di Brixia Romana in cui è posizionata la Vittoria Alata, il Museo Santa Giulia, la Pinacoteca Tosio Martinengo, il Castello del Cidneo e il fervore artistico e culturale della Leonessa d’Italia.

Immagini: Piero De Luca

Di certo quest’anno appena passato, come una cicatrice nell’anima, resterà per sempre indelebile nelle ferite della memoria dei bresciani. Ma la città, come in ogni occasione, dimostra di saper reagire alle avversità di questa situazione, grazie all’operosità e alla partecipazione alla vita pubblica dei suoi abitanti e soprattutto allo splendore del suo patrimonio artistico, storico e culturale che ha la capacità di risvegliare quel senso di bellezza e benessere, che, con i racconti della Lodòiga si vuole trasmettere. Come una medicina o un “vaccino”, ancora più forti di qualsiasi altro modo di curare l’animo dell’essere umano. Girando per la città e nutrendosi di immagini, parole e fantasia…

Siete pronti a conoscere i racconti della Lodòiga?

Scoprite l’incredibile fascino di Brescia, avvalorato da numerosi elementi storico-artistici davvero interessanti!


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